Non esiste un mese migliore in assoluto, solo quello che calza con la vostra visione. Ecco come si vivono davvero le stagioni in Toscana, e cosa significa ciascuna per il vostro giorno.
Tarda primavera e inizio autunno: i classici
Da maggio a giugno e da settembre a ottobre arrivano la celebre luce dorata, giornate calde tra i 22 e i 28°C e sere fresche e piacevoli, con la campagna verdissima oppure dorata dalla vendemmia. Sono anche i periodi più richiesti: le location e i fornitori migliori si prenotano spesso con un anno o più di anticipo.
Piena estate
Luglio e agosto sono caldi, spesso oltre i 32°C a mezzogiorno, quindi la cerimonia si sposta al tardo pomeriggio e le cene si allungano in sere lunghe e tiepide. Può essere magico, ma è bene saperlo: a metà agosto è il periodo di ferie italiano, quando alcuni fornitori e ristoranti chiudono, quindi serve organizzare con cura.
La stagione silenziosa
Dal tardo autunno all'inizio primavera la Toscana diventa intima e cinematografica: foschia sulle colline, vigne spoglie, cene a lume di fuoco al chiuso. Le giornate sono corte e la pioggia è possibile, quindi serve una location bella anche all'interno, ma si guadagnano costi migliori, più disponibilità e la rara sensazione di avere il posto tutto per voi. Perfetta per celebrazioni piccole e curate.
Abbinare la stagione al vostro giorno
Ogni stagione cambia la luce, il menù, i fiori di stagione e tutta l'atmosfera. Ditemi come volete che la giornata si senta, e vi dirò quando vive meglio.
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Mese per mese, come si vive davvero
Aprile
Campagna verdissima, glicini e frutteti in fiore, temperature miti. È il mese più bello per le fotografie e il più incerto per il meteo: un piano B non è opzionale. In compenso trovate disponibilità e condizioni che a giugno non esistono.
Maggio e giugno
I mesi d'oro, e si vede sulle richieste. Luce lunga fino a tardi, sere che si possono passare fuori senza coperte, campagna ancora verde. Le location migliori per questi mesi si bloccano con dodici o diciotto mesi di anticipo, e i fornitori più richiesti pure.
Luglio e agosto
Caldo vero, spesso oltre i trenta gradi nel primo pomeriggio. Si organizzano benissimo lo stesso, a patto di spostare la cerimonia dopo le cinque e di prevedere ombra, acqua e ventilazione per l'aperitivo. Attenzione a Ferragosto: molti fornitori chiudono e i prezzi degli alloggi in zona turistica salgono parecchio.
Settembre
Per molti il mese perfetto: caldo che si è ammorbidito, luce dorata, vendemmia in corso con le colline che cambiano colore. È anche il mese in cui le strade delle zone vinicole si riempiono di trattori e di turisti, quindi i tempi di spostamento vanno calcolati con generosità.
Ottobre
Il segreto meglio custodito. Colori spettacolari, aria pulita, prezzi più ragionevoli e disponibilità reale anche a pochi mesi. Il rovescio: le giornate si accorciano parecchio, quindi la cerimonia va anticipata se volete le foto con la luce naturale.
Da novembre a marzo
Fuori stagione per i matrimoni all'aperto, ma non impossibile se la location ha spazi interni belli. Un matrimonio invernale in una villa con i camini accesi è una cosa che quasi nessuno fa, e proprio per questo non somiglia a nessun altro.
La luce, che decide più cose di quanto sembri
L'orario del tramonto cambia di quasi tre ore fra giugno e ottobre, e con lui cambia tutta la scaletta della giornata. A giugno si può celebrare alle sei e avere ancora luce per l'aperitivo e le fotografie; a ottobre alle sei è già buio, e la cerimonia va spostata di almeno un'ora e mezza.
È il motivo per cui la stessa identica giornata, spostata di quattro mesi, richiede una tabella di marcia completamente diversa. Chi organizza da solo se ne accorge spesso troppo tardi, quando gli invitati sono già stati avvisati di un orario.
Quanto prima bisogna decidere
Per i mesi più richiesti, dodici o diciotto mesi non sono esagerati: sono la norma per avere davvero scelta. Per aprile, ottobre e i mesi freddi si lavora bene anche con sei o otto mesi. Se la vostra data è più vicina di così, non date per scontato che sia tardi: chiedete, perché le disdette esistono e certe zone sono meno affollate di altre.




